Pasang Yonten Arya T. Sherpa - Autobiografia

Origine contadina

Sono nato in Tibet, nel 1955 in un piccolo villaggio chiamato “Dolpo”, nel Kyirong, vicino alla frontiera nepalese. La mia famiglia si chiama Arya. Al giorno d’oggi alcune famiglie dell’antico lignaggio Arya risiedono in Tibet, in Nepal ed in India.
I miei avi discendono da un’illustre famiglia di praticanti tantrici dell’VIII° secolo. Uno di loro, il famoso Khulungpa Yonten Gyatsho fu il maestro dello yogi, mago e maestro tantrico Milarepa. Egli visse nel Nord del Tibet, in un villaggio chiamato Khulung, dove lasciò testimonianze ed effigie sulle rocce della montagna. Più tardi, i suoi discendenti scesero nella valle di Kyirong e giunsero in Nepal. Il nome Arya ha diversi significati: sacro, superiore, oppure casta. L’interpretazione essenziale della parola “casta” conduce anche a “lopon”che in tibetano significa “maestro” o “guru” mentre in lingua nepalese è chiamato tamang. Si pensa che gli antenati venissero dall’India o da altri paesi limitrofi. Mio zio defunto, Paldhen Gyalop scrisse la storia dell’emigrazione dei nostri avi. Ho conservato il suo racconto nella mia libreria. La regione di Kyirong ospita una bellissima valle coperta da dense foreste, catene montuose innevate e fiumi bianchi. In questa valle, vivono indisturbati numerosi animali selvatici, perché caccia e macellazione sono proibite. Nelle montagne del Dolpo crescono piante medicinali, fiori e si possono incontrare paesaggi incontaminati e monasteri in rovina. Sia nel mio villaggio natale, che nelle altre valli del Kyirong e nelle campagne nepalesi, piove molto in estate e nevica in inverno. In primavera ed autunno, questi luoghi sono incantevoli, un paradiso sulla terra. Questa regione viene chiamata “la Svizzera del Tibet”.

tibet





La ferita
La mia connessione karmica con la Medicina Tibetana iniziò all’età di un anno e mezzo quando, in seguito ad un’ustione ai piedi, fui obbligato a rimanere a letto per più di un anno. Penso di essere stato in coma per tutto quel periodo della mia vita del quale non ricordo nulla. Mia madre mi raccontò spesso come mi sono risvegliato da questa lunga malattia. Era un giorno d’inverno, molto freddo e lei tentava di risvegliarmi mostrandomi l’albero di fronte a casa nostra. I suoi rami erano carichi di neve e numerosi uccelli vi avevano trovato rifugio e cantavano. All’improvviso mi risvegliai e dissi a mia madre: “Guarda gli uccelli”.



Guarito da un Lama tibetano
Fui curato da un medico tibetano secondo i consigli di un grande maestro, il Venerabile Palbar Geshe Rimpoche Lungtog Nyima, maestro del popolo del Kyirong. Naturalmente anche i miei cari genitori si presero cura di me. Mia madre mi raccontò che con mio padre andammo nella città di Kyirong per cercare il medico tibetano, il quale aveva una famiglia numerosa. Egli ci diede una polverina gialla che dovevamo mischiare con del “burro invecchiato” (secondo la Medicina Tibetana, il burro invecchiato un anno cura numerosi disordini) per massaggiarmi dalla testa ai piedi (la parte dorsale). I miei genitori seguirono questa cura e dopo alcuni mesi riuscii ad alzarmi dal letto.
Ho alcuni ricordi di quel tempo: un lungo “menthang” (il mantra “om mani padme hum” scritto sulla pietra) e noi che giungiamo al monastero dove risiedeva il famoso Lama. Egli mi chiamò, accettai il suo appello e ricevetti la sua benedizione. Mi ricordo tuttora ch’egli teneva nella mano destra una ruota Mani che faceva girare (la ruota Mani nel rituale buddista, è una ruota riempita di mantra consacrati che si fa girare mentre si recitano). Il Lama prese un po’ d’acqua da un recipiente e me la diede, io la bevvi senza alcuna paura ed egli disse ai miei genitori “il ragazzo guarirà, dovete andare in città, a Kyirong per prendere alcune medicine”.
In seguito, crebbi normalmente, aiutando i miei genitori fino all’età di dieci anni. Ho conosciuto la rivoluzione culturale cinese e la distruzione che ne conseguì.





Rifugiato in Nepal

La compassione di S.S il Dalai Lama personifica la perfetta qualità di Budda. Non c’è distanza tra il Potala e il mio piccolo villaggio del distretto di Kyirong. Il potere del suo amore e della sua compassione diede a me e alla mia famiglia, la forza di vincere il pericolo e di scappare in Nepal nel 1965. Avevo dieci anni e portavo con me lo stretto necessario. Mia madre Tenzin Dolma, la mia sorellina ed io attraversammo le pericolose strade di montagna di Rasuwa Ghiri, (frontiera nepalese), temendo che i soldati cinesi e gli ufficiali ci fermassero. Fortunatamente, nessuno ci inseguì. Mio padre, mio zio e mio fratello Tashi ci aspettavano alla frontiera. Ero troppo giovane per provare tristezza, attraversammo il ponte ed io pensavo di essere giunto in uno strano, piccolo paese, tutto sembrava diverso. Ci ospitarono alcuni amici, rifugiati come noi. In seguito, restammo un mese insieme alla famiglia di mio zio, in un luogo vicino ad una sorgente d’acqua calda. infine, trovammo una casa nel villaggio nepalese chiamato Sethang. Lì rimasi per tre anni, libero come un animale selvatico. Era il 1968 quando cominciai a frequentare la scuola, nel campo profughi a Shabru Bensi, Rasuwa Jilla, in Nepal. Fu in quel luogo che incontrai il mio maestro illuminato Geshe Gowo Lobsang Tenzin, il quale mi diede un educazione formale ed insegnamenti spirituali buddisti ispirati dalle difficoltà della vita. Avevo la capacità d’imparare velocemente, così il mio maestro pensò che sarei potuto diventare una persona speciale e mi diede il nome “Yonten” che significa “conoscenza” o “qualità positiva”.








Dharamsala 1973


Gli studi di Medicina Tibetana a Dharamsala

Sotto la guida del mio maestro, studiai Medicina Tibetana ed altre scienze, presso l’Istituto Medico Tibetano di Dharamsala, dove incontrai nuovi maestri, il Prof.Barshee Phuntsog Wangyel, il Dr. Jamyang Tashi e la Dott.ssa Lobsang Dolma. Studiai senza alcuna difficoltà, la Medicina, l’Astrologia ed altre scienze tibetane. Forse sembrerò presuntuoso, ma posso aggiungere che questi insegnamenti avevano probabilmente una connessione con la mia vita precedente. Continuai i miei studi ed acquisì più esperienza. Ricevetti molti insegnamenti spirituali da diversi maestri tibetani e soprattutto da S.S.il Dalai Lama.




Laurea con S.S. il Dalai Lama 1977

 

 

Jamyang TashiDopo essermi diplomato in Medicina ed Astrologia, nel 1977, l’Istituto Astro-Medico Tibetano mi scelse insieme al mio amico Namgyal Tsering per studiare farmacologia. Lo scopo di questi studi, fu ed è tuttora, di continuare la tradizione segreta tibetana della farmacologia del Dr. Jamyang Tashi, medico personale di S.S.il Dalai Lama.



Egli, originariamente lavorò presso l’Istituto Mentsee-Khang di Lhasa. Io diventai assistente farmacologo presso il medesimo Istituto, dove rimasi fino al 1982. Lo stesso anno, diventai insegnante presso l’Istituto. Dal 1984 al 1989, fui professore e direttore del Collegio Medico.

 

 








Ladakh, un paese che amo

Nel 1989 mi recai a Leh, in Ladakh, dove insegnai Medicina Tibetana per tre anni presso la “Scuola di Filosofia Buddista”. Questo periodo fu uno dei più costruttivi della mia vita; infatti incontrai importanti praticanti buddisti tibetani ed eruditi, dai quali ricevetti insegnamenti pratici sui tantra e la pratica dei sei yoga di Naropa. Con mia moglie Dott.ssa Chungla Yonten Arya, abbiamo gestito la clinica Yuthok a Choklamsar. A quell’epoca la vita era armoniosa e pacifica grazie alle esperienze spirituali liberatrici. Eravamo anche interessati a conoscere l’Occidente e le sue civilizzazioni ed a scambiare le nostre conoscenze.







Ladakh

 

Viaggio in Occidente

Nel 1991 feci il mio primo viaggio in Occidente, in Unione Sovietica. A quell’epoca facevo parte della delegazione del governo tibetano in esilio per l’Unione Sovietica e la Mongolia. Durante questa lunga visita, acquisii molta esperienza tramite i contatti con le culture occidentali. Successivamente, andai in Canada per tenere seminari e gruppi di lavori sulla Medicina Tibetana. Nel 1992, il Lama Guaritore Tibetano Gangchen Rimpoche di Milano, mi invitò in Italia per fare parte del suo progetto sulla Medicina Tibetana. Rimasi fino al 1997. Durante quel periodo, fui invitato in Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Austria ed in altri paesi europei, per tenere conferenze, seminari, gruppi di lavoro sulla Medicina Tibetana. Questa grande esperienza mi permise di conoscere diversi modi di vivere e differenti psicologie. Nel 1994, decisi di trasferirmi in Italia con la mia famiglia. Collaborai con altri medici occidentali nella ricerca e nella consultazione quotidiana dei pazienti. Imparai molto dalla cultura occidentale ed iniziai ad insegnare. Contemporaneamente, l’interesse per la Medicina Tibetana aumentò. Nel 1996, in collaborazione con l’Istituto Mentsee-Khang, organizzai a Dharamsala il “Seminario Orientale ed Occidentale sulla Medicina”. Vi parteciparono 40 studiosi occidentali e numerosi medici tibetani.



Nel 1998, lasciai il Centro di Lama Gangchen e continuai a lavorare in Italia, in Germania ed in altri paesi.







Pope John Paul 2 - Troru Rinpoche

 

L’Istituto “New Yuthok for Tibetan Medicine”


Pensai che una scuola di Medicina Tibetana per la ricerca sulla cultura e le scienze del Tibet sarebbe stata di grande importanza, sia per l’aspettativa dei tibetani stessi, che per gli occidentali. Per questo motivo, nel 1999, fondai a Milano il “New Yuthok Institute for Tibetan Medicine” dove gli occidentali possono studiare nella propria lingua, l’arte tibetana della guarigione “gSowa Rigpa”, la Psicologia Buddista e altre scienze tibetane. Tra l’altro, l’Istituto organizza corsi di Medicina, di Psicologia Buddista, di Astrologia Tibetana, seminari culturali, ritiri spirituali e corsi di lingua tibetana.




 

Dottoressa Walburg Maric’ Oehler
Dr. Maric Oehler

Nel 1990, la Dott.ssa Walburg Maric’Oehler e sua figlia Sonia visitarono il Ladakh. Le incontrai nella nostra clinica, scambiammo i nostri interessi ed i nostri punti di vista sullo studio dell’arte della Medicina, che tuttora esiste e sulla necessità di preservare l’anima e la cultura spirituale di quest’antica tradizione, fortunatamente non ancora trasformata in medicina tecnica. Nel 1993, la Dott.ssa Walburg Maric’ Oehler mi invitò a Bad Homburg, in Germania, dove diedi un seminario di due giorni sulla Medicina Tibetana. Durante questo seminario fui molto impressionato dall’approccio tecnologico dei medici occidentali, quindi adottai il metodo occidentale di presentazione e d’interpretazione del linguaggio con metodologia tecnica.


La Dott.ssa Walburg Maric’ Oehler, Presidente dell “Associazione Tedesca di Agopuntura” DÄGfA, ha promosso senza tregua la Medicina Tibetana ed ha lavorato molto per il suo sviluppo in Germania, tramite l’Associazione DÄGfA e l’Istituto “Institut für Ost-West Medizin”. In Germania, la Medicina Tibetana è stata inserita al Congresso sulle Medicine Naturali. Nel 1993 la DÄGfA mi invitò per dare inizio al mio primo corso sulla Medicina Tibetana.

Abbiamo affrontato molte difficoltà durante questi anni senza perdere coraggio, ed abbiamo creato i corsi di Freudenstadt, Baden-Baden, Bad Homburg e Bad Neuheim. Dal 1993 riscontriamo costante interesse e richiesta da parte dei medici tedeschi per poter seguire il corso introduttivo e conseguire il diploma alla fine del training.



La mia esperienza in Occidente

Presentare la Medicina Tibetana ai medici occidentali non è facile per vari motivi. Inanzitutto, in Occidente molti medici, naturopati, farmacisti, erboristi, guaritori interessati alla Medicina Tibetana, preferiscono imparare alcune tecniche semplici rivolte a certi tipi di disordini, oppure desiderano una cura tibetana magica piuttosto che approfondirne seriamente lo studio. Alcuni si aspettano cure miracolose, altri ancora sono simpatizzanti ed interessati al Buddismo e alla cultura tibetana.

Introdurre la Medicina Tibetana e la sua parte filosofica in Occidente, può essere paragonabile a presentare un diamante grezzo ed adattarlo allo stile di vita e alla cultura del paese. Un antico proverbio tibetano racconta: “per fare diventare un diamante grezzo, oggetto di grande valore, è necessario tagliarlo bene e lucidarlo”. Ma questo non è facile per i motivi sopra elencati e, allo stesso tempo, per la diffidenza occidentale verso le culture orientali. Ciò nonostante, è utile che la Medicina Tibetana trovi una sua collocazione in Occidente, attraverso uno scambio d’informazioni ed un linguaggio scientifico.

Con S.S. il Dalai Lama

 

Sogni ed interesse principale


Sin dall’infanzia, ho il desiderio di diventare studioso e scrittore. Penso di essere stato influenzato dai miei insegnanti, infatti ho sempre ammirato gli studiosi. Sono naturalmente attratto dagli scritti che riguardano la storia, le scienze naturali, la psicologia e la filosofia.
A parte la linea accademica, sono sempre entusiasta nello scoprire nuovi paesaggi Amo particolarmentre il bianco Natale, perché la neve e gli alberi mi ricordano il mio piccolo villaggio tibetano in inverno, con le sue dense foreste innevate.

 

Lavoro accademico

Ho scritto alcuni libri che per vari motivi, (mancanza dell’editore, difficoltà economiche) non sono stati pubblicati. I libri sotto elencati sono scritti in tibetano e non sono ancora stati tradotti.
(vedere pubblicazioni)



Storia della Medicina Tibetana (in tibetano)

Pubblicato nel 1988 (non tradotto).



Dizionario di Materia Medica Tibetana

Pubblicato in India nel 1994 in lingua inglese e tibetana, ed in tedesco nel 2001, “Handbuch aller Heimittel der Traditionelle Tibetischen Medizin” pubblicato da Scherzverlag Deutchland.



Manuale di malattie comuni ed il loro trattamento secondo la Medicina Tibetana

(Pubblicato in tibetano a Delhi nel 1995).


 



Dott.ssa Chungla Yonten Arya
La Dott.ssa Chungla Yonten è nata a Sakya in Tibet nel 1955. Appartiene alla famiglia Menkyid Khangsar che discende dal nobile casato di Sakya, i Chamdatsang. Nel 1963, fuggì in India insieme ai suoi fratelli. Seguì un educazione formale nelle scuole Panchmari e Dalhousie del Tibet Centrale. Nel 1973, frequentò l’Istituto Medico Tibetano di Dharamsala presso il quale si diplomò in medicina nel 1977. Fu medico presso il medesimo Istituto fino al 1991.
Siamo sposati e abbiamo due figli, Donyod Dolma Arya e Tenzin Tsangyang Arya.








Arya family

 

Ritorno in Tibet

Dopo 40 anni di esilio, nel 2004 abbiamo rivisto il nostro paese natale, il Tibet dal cielo blu profondo, adornato da bianche nuvole. Il soffio del vento ci diede un senso di serenità che rinfrescò le nostre menti. Lhasa è diventata simile ad una città moderna. Il giorno del nostro arrivo, andammo a salutare e rendere omaggio al tempio sacro di Jokhang, dove si trova la statua di Budda Shakyamuni. Pregammo con gioia ed emozione. Un tibetano che si trovava accanto a me, guardandomi disse:“questo straniero fa buone prostrazioni...”.

Andammo al Mentseekhang di Lhasa per visitare il museo dove vengono conservati l’antica macina di Yuthok Yonten Gonpo ed altri strumenti medici. Abbiamo avuto l’occasione di incontrare il Dr. Jampa Thrinley (ex-direttore dell’Istituto Mentseekhang di Lhasa), responsabile della preservazione e della divulgazione della Medicina e dell’ Astrologia Tibetana durante la “rivoluzione culturale” e nel periodo successivo. Egli è una persona dal carattere e da modi dolci, impregnata dalla pratica buddista. Vive ritirato nell’alloggio del suo maestro Khyenrab Norbu (fondatore dell’Istituto Mentseekhang, nel 1916). Nonostante egli sia cieco, può comunque vedere attraverso la mente. Ci aiutò a trovare Toelung, il luogo nativo di Yuthok Yonten Gonpo l’Anziano, “padre della Medicina Tibetana”.




Con Dr. Jampa Trinley